Ricordi
di johncoltrane, 13:07Cammino lungo le strade
delle foto scattate tempo fa
dai colori in bianco e nero
e dove il cielo è quasi sempre nuvoloso.
Le mani in tasca
giocano con pochi spiccioli europei
facendo del mio sguardo
un turbinio di sensazioni
che si muovono indefinite
tra il tratteggio dell'asfalto,
il cielo nuvoloso della sera
e le pozzanghere ai bordi del cammino
incrociando ogni tanto
qualche sguardo amico
che non parla,
ma osserva solamente
con una cravatta nera scollata
ondeggiante per il vento
o qualche gonna sbattente
lunga e poco sexy.
Vorrei chiudermi in un bar
o in un sottoscala dello stesso
a muovere collo e piedi
nell'ascoltare vecchi jazz
o blues jammati
prima d'un concerto da registrare.
Vorrei pagare il biglietto
e sedermi in ultima fila, nell'ombra
con del whisky senza ghiaccio
ed un sigaro da 4 soldi
fumante nell'aria oscurata.
Vorrei anche poter essere un barista
e servire il proibizionismo illegalizzato
in bicchieri di vetro
ed ornati dal ghiaccio
o da bastoncini di finto legno
senza guardare quel che faccio,
ma solo ad osservar le dita del cliente
che tambureggiano sul bancone
mentre i suoi occhi chiusi
seguono la melodia d'un assolo
in piedi sul basso palco
davanti alla folla,
dentro l'angolo d'una strada.



