Restyling
di johncoltrane, 13:35
Dopo svariati mesi di lavoro in questo dominio,
www.johncoltrane.beeplog.it
si trasferisce altrove.
La nuova destinazione é:
johncoltrane.wordpress.com
I motivi di questo trasferimento non sono molto importanti, prego comunque coloro che vogliono continuare a leggere le mie entrate a seguirmi.
Esclusa la pagina corrente, gli altri pezzi rimarranno in questa sede e a coloro che vorranno leggere le mie entrate precedenti basterà navigare nel sito corrente.
A presto e buona lettura.
Trane
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Boop
di johncoltrane, 20:01
Su quel treno arrugginito
al ritorno d'una serata non casuale
hai saputo strapparmi il sorriso
il più bello mai sperato
con un Grazie detto a fior di pelle
con la voce scura dei tuoi occhi
ad un gesto improvvisato
facendo si che il mio ricordo
ti rimanesse spillato al cuore
sostituendo quello d'una vacanza
tanto amata quanto sperata
e rendendo la notte
luminosa come il giorno,
suo eterno fratello
senza nuvole e ripensamenti,
ma con il desiderio d'un altro abbraccio
al fin d'urlare al mondo
senza parole nè versi
quanto io ti voglia bene.
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22/10/2006
di johncoltrane, 16:52
C'è una storia
breve quanto banale
che mi ha reso sereno.
Lei era seduta ad una scrivania
dandomi le spalle incurvate
con una camicia bianca addosso
la mia;
io ero disteso sul letto azzurro
a rimembrare i movimenti
di qualche attimo prima
con lei;
noi non eravamo una coppia
e nemmeno due scrittori,
ma sapevamo recitare in entrambi
assieme.
Lei era una mia cara amica
io un barista d'un locale in centro
tra noi non c'era solo poesia
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Ricordi
di johncoltrane, 13:07
Cammino lungo le strade
delle foto scattate tempo fa
dai colori in bianco e nero
e dove il cielo è quasi sempre nuvoloso.
Le mani in tasca
giocano con pochi spiccioli europei
facendo del mio sguardo
un turbinio di sensazioni
che si muovono indefinite
tra il tratteggio dell'asfalto,
il cielo nuvoloso della sera
e le pozzanghere ai bordi del cammino
incrociando ogni tanto
qualche sguardo amico
che non parla,
ma osserva solamente
con una cravatta nera scollata
ondeggiante per il vento
o qualche gonna sbattente
lunga e poco sexy.
Vorrei chiudermi in un bar
o in un sottoscala dello stesso
a muovere collo e piedi
nell'ascoltare vecchi jazz
o blues jammati
prima d'un concerto da registrare.
Vorrei pagare il biglietto
e sedermi in ultima fila, nell'ombra
con del whisky senza ghiaccio
ed un sigaro da 4 soldi
fumante nell'aria oscurata.
Vorrei anche poter essere un barista
e servire il proibizionismo illegalizzato
in bicchieri di vetro
ed ornati dal ghiaccio
o da bastoncini di finto legno
senza guardare quel che faccio,
ma solo ad osservar le dita del cliente
che tambureggiano sul bancone
mentre i suoi occhi chiusi
seguono la melodia d'un assolo
in piedi sul basso palco
davanti alla folla,
dentro l'angolo d'una strada.

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Biografia (parte sei)
di johncoltrane, 11:51
Dita piegate ed appoggiate al volto
segno di stanchezza
per un mattino speciale
fatto di sguardi e finti sorrisi
nel lento crescere del sole
da est verso ovest
come ogni giorno dal mio nascere
e forse anche da prima
mentre jeff canta un ringraziamento
e io l'ascolto tristemente immobile
con solo le dita a muoversi
in ritmose parole aggraziate
fingendo di saper scrivere
come farebbe Coltrane
nato da quasi un anno,
con la fissa per il clitoride
e tutto il suo mondo nascosto,
con la passione per il romanticismo
e tutto il suo estetismo in candele,
fiori e oscure ombre tremanti
in notti d'avvolgenti abbracci
di scritture noir su carta bianca.
Dita piegate ed immobili
a tenere il tempo d'un Blues
con spasmi invisibili
tanta è la stanchezza
per la dittatoria situazione casalinga
nell'olocausto di sentimenti e desideri
nati e sollecitati solo dal fumo
o dall'alcolico brindisi
con montenegro o china martini
in bicchieri spessi e nascosti
per non passare banali
o tremanti di paura
nell'assolo di voci e parole
unici mezzi per vivere e respirare
in questa fredda e assolata
presenza sulla terra
fatta di note,
parole,
sguardi e persone,
firma d'un patetico crescere
tra la grazia degli'occhi altrui
e metafisici finali.
(dipinto di Piet Mondrian)
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Mercoledì sera
di johncoltrane, 18:42
Deliziosa presenza
nel rosso d'un dolce spritz
e nel grigio del fumo
d'una piazza addormentata
incantata dal sorriso
di nuovi e vecchi amici
seduti ad un gradino
o beatamente appesi
ai raggi d'uno vecchio ciclo
incatenato ed arriugginito.
Mercoledì sera come tanti
con loro e con lei
che buffamente messaggiava
in luce riflessa d'un apparecchio
e nell'arancione d'una sigaretta accesa
ed il suo nome antico o forse irreale
che tristemente dimenticato d'alcuni
rimane ora vivo e rilassato
nella memoria d'un artista
che acerbo od immaturo
rimane un commento nel viso
vagante nell'aria fredda
come un complimento inaspettato.
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Vella
di johncoltrane, 12:41
Sono stati i tuoi occhi
a permettermi di vedere il sole,
erano scuri come il cuore
e fradici di curiosità
facendo del mio sorriso
una barca a vela
verso l'orizzonte lontano.
Sono stati i tuoi occhi
a rendermi come una rosa
nella nebbia del mattino
che tinta d'un rosso inaspettato
ondeggiava al vento
speranzosa d'un tuo sguardo
reale e non più sognato.
Sono stati i tuoi occhi
a farmi prendere il volo
verso la spiaggia sassosa
che isolata dal mare
mi rendeva una colomba bianca
con una foglia d'ulivo bagnata
nel becco tremante.
Sono stati i tuoi occhi,
mia cara Vella,
a renderti un'angelo in terra
che si muoveva sorridendo
mentre fissando le tue piume
lacrimavo d'ammirazione
scrivendo qualche stupido verso.
(foto da: www.deliriocaneva.com)
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Verso il Basso
di johncoltrane, 21:24
Guardo verso il basso
ad occhi chiusi
sento il fiume rosso
scorrere veloce
mentre resto immobile
a godere del picere
d'essere un morto che cammina
fumante di Winston blu
dalle scarpe sporche
e dalla voglia d'un bacio
Guardo verso il basso
ad occhi aperti
sento il buio che mi sovrasta
assieme ad ogni stella
mentre foglie e colori
cadono inanimati al suolo
come parole d'una poesia
scritte dal cuore d'un morto
che ancor steso a letto
maledice il futuro.
Guardo verso il basso
forse non sono io.
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Sangue
di johncoltrane, 22:28
Non
posso
restare
oltre
(marzo 2006)
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la poesie è una foglia
di johncoltrane, 22:16
Scrittori e cantanti
come le foglie e la primavera
che cadono e risplendono
dal rosso all'azzurro
e dal lieve movimento
alla pesante decadenza
alla ricerca d'un po' di terra
sui cui rotolare e ammuffire
tra il fumo di scarico
d'una sigaretta francese
e il muschio recettore
di formiche e farfalle.
Tutto ciò che vedono
non è altro ch'el cielo
e il profumo della pioggia
che cadendo lava e purifica,
depura e cristallizza
fornendo vita
e vivendo in altre forme.
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Spento
di johncoltrane, 21:41
Si spense la luce
negl'occhi fragili
rivolti all'Alto
immobili e banali
si tinsero di rosso
quasi fossero rose.
Fermo ed irreale
s'accostò al cielo
come fosse pioggia
il suo sguardo d'oro
che un tempo era.
Ora piange.
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Morte
di johncoltrane, 17:20
Volevo solo un raggio di sole
ad illuminarmi il viso
nella notte che pacata
chiedeva perdono al presente
inchinandosi
e trascinandosi lontano
(Disegno: Lorenzo De Los Angeles, "Petit Morte")
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Notte di peccato
di johncoltrane, 16:09
Pelle scoperta che si tinge brillante
in un sensato movimento al ritmo coperto.
Senza veli gli spasmi crescono
e tutto si ricopre di rosee figure
sudate e maestose.
Fragili voci rotte dal piacere
rimangono sottese
d'aggraziati sguardi
rendendo l'aria leggera e fraudolenta
tingendo il bagnato
d'un bianco sporco
temuto, ma desiderato
se non ancor spesso cantato
dal volto bohemme d'una mela rossa
e tutto poi si placa
in intenti di protezione,
in avvolgenti sensazini di pace,
mentre pioggia e cera
cadono distratte e nascoste
consapevoli del peccato avvenuto,
ma labili di sorrisi e soddisfazioni
per l'atmosfera creata
mista di verità e piacere
scivolanti come acqua naturale
sul calice di cristallo
in una mensola nascosta
della stanza calda e accogliente,
satura di serena e tagliente bontà
(ritratto: Egon Schiele "l'abbraccio")
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Biografia (parte cinque)
di johncoltrane, 20:45
bevendo e sognando
fumando e sorridendo
scrivendo ed ascoltando
ho reso me stesso
una tela su cui dipingere
un vuoto su cui cantare
un foglio su cui piangere
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The L Trane
di johncoltrane, 20:23
Ho preso l'El Trane
e attraversato la pianura,
viaggiando da solo
ad occhi chiusi
verso il mare d'oriente.
I miei compagni di viaggio
fumavano del tabacco olandese,
si chiamavano John & Sonny,
due americani imprecisi
che mi facevano compagnia
con della dolce musica.
Sono sceso dall'El
con del sale sulle labbra
ed un accendino
a roteare tra le dita
mentre Lei in punta di piedi
s'avvicinava imbarazzata:
"ecco la tua sigaretta"
mi disse
"ecco il tuo accendino"
le risposi.
Fumammo camminando
fianco a fianco
senza mai guardarci i capelli
ma solo sorridendo
verso il mare li vicino.
Fu quel giorno
che capii cosa significasse
Respirare.
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no title
di johncoltrane, 21:43
Silente verbo del presente
nella voce melodica d'una donna
che fremo nel sentir ancora
tra le note d'un bianco sfondo
tremante in dolci metafore
e vibrante in sinceri abbracci
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L'osservatore
di johncoltrane, 10:14
il sole sale
il sole scende
e nel mezzo
solo occhi aperti
verso il mondo

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grazie al sole
di johncoltrane, 21:39
Naturalmente
solo la lingua delle fate
poteva strapparmi un sorriso
facendo di me
una bottiglia nel mare
che vaga
grazie alle onde
grazie al sole
e grazie ad una scrittrice
che scrisse un tempo lontano
un messaggio che porto con me
dandomi le ali per navigare
e lo sguardo per nuotare
lungo l'orizzonte indefinito.
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il fumo
di johncoltrane, 19:52
Sento che ci sei
che respiri dalle mie labbra
senza che io veda nulla,
forse nella notte
o mentre mi volto a cercare
quel dolce profumo attorno
Sento che ci sei
lo vedo dal colore della cenere
e dai lineamenti del fumo
quasi sempre dai capelli lisci
mentre guardi verso me,
per questo non smetto di fumare.
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Spento
di johncoltrane, 15:08
Legge un po' di me
e cerca qualcosa di se,
fingo di sapere
chi sono nelle mie parole,
essendo solo mere via di fuga
e finte speranze per un sogno lontano
che lentamente si disperde
nel bianco colore dell'etereo
in stile bohemme ho chiuso un verso
e indi la frecciata dal bosco
tristemente incantato
rendendo il tutto
come il silenzio del buio
quello più frastornante e caustico
mentre Lei smetteva di sorridermi
rendendo il tutto come neve al sole
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Ombra
di johncoltrane, 13:48
Camminavo verso le 12 colonne padovane
quand'ebbi ad ammirare l'ombra del mio camminare
sull'asfalto grigio e a tratti bianchiccio
vidi la figura d'un uomo uguale agli altri
senza movimenti incerti e sicuro sulla destinazione
senza fronzoli nè alcun tipo di tristezza agli'cchi assenti
m'accorsi ben presto dell'essenziale significato
frainteso per anni nel confronto della specie
aggraziato forse da filosofi e grandi poeti greci
c'ho ch'ebbi ad intendere fu tutto ciò che sta dientro l'apparenza
quella più infima e contraddetta in vesti e bracciali
ciò per cui ogni uomo è degno di solcare i mari
capii che quel per cui la mia mente vagava
era la ricerca d'un motivo per continuare a camminare
con parole e aspri versi tra le mani tremanti.
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Acqua nel cuore
di johncoltrane, 16:05
Acqua che scorre lentamente
tra le pieghe d'una pelle malata
quasi fossi uno scoglio
nella foga del mare purificatore
e nel blando scorrere del flusso
posso percepire il dolore del mio futuro
vedendo troppa mente nel mio cuore
in gradini sconnessi nella corsa dell'anima
verso quel che potrebbe divenir Amore
o mera serenità del corpo
immerso nella pelle d'un rosso abbraccio.
Cuore intricato in rovi di sofferenza
seminati dalla mente scabrosa
preziosa per l'amaro divenir dell'uomo
ma ostica per un cammino al sole
fatto di sorrisi e stimati risvolti
incorniciato da piccoli istanti preziosi
mutevoli e sempre aggraziati.
Resto bagnato solo per poco
mentre un angelo scorre anch'esso
tra i risvolti dei miei occhi
facendo candido l'occhiolino.
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parco dei cigni
di johncoltrane, 12:51
Vertigini sonore nel tempo che scorre
e la Stella di Spagna è l'unica che mi tiene compagnia
in milionarie vie su cui poter passeggiare,
ma son ormai destinato al sentiero lungo il fiume
costeggiando il giallo parco dei cigni,
mi fermo a guardare il ponte di ferro
colorato di verde e arrugginito dal tempo
messo in piedi forse da qualche veneziano mitomane,
o da un vagabondo laureato e tristemente abbandonato
che urla a tutti: "questa è casa mia",
triste il cammino sassoso anche se in compagnia
d'un appoggio importante e aggraziato dal sole
in una giornata le cui nubi lontane
fan capolino anche nei nostri cuori malati...
e tossisco dal troppo freddo autunnale.
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Play
di johncoltrane, 12:53
Mi lascio trasportare
dai binari del jazz
che s'incrociano sincopati
senza deragliare,
ma volando eterni
sul lungo ed alto infinito
verso pianeti da scoprire
dell'animo umano
con la sensazione addosso
che il tempo del presente
non sia altro che un rullante
che suona surreale
tral fiato corto d'un sax
e il brillar del nero pianoforte,
mentre la poesia scorre
e gli'occhi si chiudono beati.
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La luna piena
di johncoltrane, 11:45
Era un pianoforte a coda
che suonava sulla mia schiena,
le corde dei tasti si muovono come brividi
e scorrevano come acqua dal cielo
asciugando i capelli dalle lacrime d'un triste passato.
Ciò per cui tanto ho sognato
brillava sotto le stelle, in piedi sull'asfalto
mentre un poeta dall'animo buono
ed una pittrice dai dolci lineamenti
si contendevano i miei sorrisi di gratificazione.
La sera continuava a passare sotto la luce della luna
che rifletteva come uno specchio le nostre anime
a riscaldare ancor di più il cuore d'un socchiuso sguardo:
oscuro, anche se ricoperto dal brillante colore
solo, ed immerso nell'immensità del creato,
anche se accompagnato per mano nella bellezza
di persone che fan di te pura necessità.
(photo by Vish Vishvanath)
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Virgolettato
di johncoltrane, 21:47
"ogni volta che jack mi rispondeva
mi lasciava sempre col culo per terra"
E se così non fosse ci sarei io a terra
mentre risa nel pianto, sul marmo freddo
si ridurrebbero ad essere puri attimi di vita
come quel film che tanto piace alle ex
o similmente alla grazia d'un Cristo che si rade.
"la sua espressione d'attesa rendeva tutto magico
quasi fosse la stessa del mio vecchio amico Ed,
sulla 14esima di Brooklyn, sotto l'acqua d'un idrante"
E facendo d'un libro quel che duole al cuore,
che lo fa piangere come fosse la prima volta,
che lo deride per il nero cancerogeno della passione
o che trangugia Brandy senza ghiaccio al bancone.
"il Big Sur era come la foresta di Parigi
tra il Bohemme della folla e il riso dei bambini"
Ma nulla può essere come hai descritto
perchè mi basterebbe guardare gl'occhi d'un poeta
e capirne il senso o il vuoto della fatica
incisa nel verde d'un paio d'occhi azzurri
o rossa come il pianto d'un giorno d'amore.
(dedicata
ad una delle persone
che mai conoscerò,
ma che parla di me
quasi mi conoscesse)
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in un anno
di johncoltrane, 20:17
ho visto ciò che prova una donna
ad esser picchiata con forza
mentre gravida d'un futuro
piangeva disperata, incolpando se stessa
ho visto il nero divenire un 8
e nascere tutt'uno con un nuovo inizio
mentre ad un livello superiore
faceva sorridere l'autore d'una teoria
ho visto il silenzio divenire emozione
grazie alla musica più bella in un amico
mentre l'emozionato impaurito di ciò
si rendeva conto cos'è la vita
ho visto un uomo morire sull'asfalto
ferito dalle parole d'una donna lontana
mentre un fiore cadeva lentamente
fingendo di rivivere negl'occhi dei passanti
ho visto una nota cancellare il passato
denutrire un chiarrista felice d'esistere
mentre il sole caldo e feroce
s'impadroniva di ceneri e calvizie
ho visto una fanciulla cadermi fra le braccia
inciampata dai suoi stessi errori, per poi sparire
mentre rivelazioni scomode ferivano un cuore
facendo dei suoi occhi fragili cristalli
ho visto l'odio divenire perdono
incuriosito dalla grazia d'un ballo spagnolo
mentre improvisazioni musicali
danzavano beate negl'occhi di Deplo.

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Capelli ramati
di johncoltrane, 19:56
Approfitto della fredda pioggia
per ringraziare il sole e tutte le stelle
perchè se la goccia si rompe sulla pelle
questa brilla e si rilassa bagnata di vita
e così sono io, con i tuoi capelli ramati
brillanti come l'acqua pura di montagna
essi sfoggiano il dolce sapore di un sorriso
che frainteso con grazia, si tinge d'azzurro.
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Al Portello
di johncoltrane, 19:36
C'è un qualcosa di dolce
nel sentirsi apprezzato
mentre fumi una sigaretta
seduto sugli scalini del Piovego
mentre anatre e piccioni
fanno il loro banchetto
tra chiacchere, risa e commenti.
C'è un qualcosa di sereno
nel sapersi in compagnia
di persone che si senton grandi
che sono mastose e belle
e che lo son davvero
come vero è il mio sorriso
e il dolore alle gambe.
C'è un qualcosa di vero
nel vedersi felici
accaldati dal sole splendente
o sudati come gocce salate
perchè il capello nero riccioluto
e gli occhiali spessi trasparenti
legano con musica, poesia e vita.
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L'arte nascosta
di johncoltrane, 17:25
Dicono sia bello comporre parole
e sentirsi menzionare lunghi complimenti
sfumanti come Winston Blu
che s'atteggiano da muse ispiratrici
per poi cadere trasparenti nel cielo
mente l'alcol in corpo rende tutto migliore,
siano occhi rossi e labbra screpolate
a rendere il migliore imperfetto.
Dicono sia bello suonare assoli
e sentirsi additare come un mito
fatto di qualche polvere tagliata male
che odiata ed aspirata come neve
tinge un sogno d'un nero profondo
mentre l'incubo scomposto fa sudare,
lavando ciò che odora di fama e gloria
quasi fosse un James in Times Square.
Dicono sia bello dipingere quadri
e sentirsi chiedere i vari perchè
colorati astrattamente d'ironia sottile
che non vien mai facilmente dimenticata
se non col puro e vero modesto sentire
come fa una talpa cieca con i baffi,
mentre tratti e sfumature si tingono di rosso
rendendo ciò che opacizza puro splendore.
Dicono sia bello scolpire i corpi
e sentirsi oltraggiati dall'artistico passato
che soffiava il grezzo in pura pelle profumata
quasi fosse reale e piena di moto indelebile
rendendo l'immobile ad un passo dal cielo
quello più lontano e irraggiungibile,
sia lo stesso intriso d'aspra speranza
e solamente sognato nei secoli dei secoli.
Dicono sia bello creare dal nulla
e sentirsi dimenticati ancor prima della scoperta
come se questo variegato paese nazionale
fosse intriso dell'odore dell'inutile creazione
di menti malate o geni incompresi, folli, ma reali,
tra il fumo, l'alcol e polveri sintetiche,
siano occhiali o brufoli scoppiati
a rendere la perfezione solo nell'arte.

(Quadro di Marcello Mariani)
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